Scuola Elementare e Media – Via Generale D’Amico – Scuola Materna – Via Roma, 40 – 0874-710587
Guardia Medica:
Piazza Umberto I, 38 tel. 0874 -710348
Farmacia:
Dr. Luigi Michilli - Corso Vittorio Emanuele, 67- 0874 – 713001
Carabinieri:
Via Generale D’Amico, 7 – 0874-713004
FESTIVITA’:
S.Anna (26 luglio – FESTA DEL GRANO con la tradizionale SFILATA DELLE TRAGLIE) – Madonna delle Grazie (fine maggio) – S. Amanzio (fine giugno) - S. Antonio di Padova (Rinaticcio, dopo il 20 agosto) – Madonna del Rosario (primi di ottobre).
FIERE:
Domenica delle Palme, Ultimo Sabato di Aprile (Madonna sulla Quercia), S. Pasquale (17 maggio), S. Antonio (13 giugno – Fuochi ed Altarini per tutto il paese in onore del Santo), S. Filomena (18 agosto), S. Andrea (30 novembre).
NOTIZIEESTORIA
Il territorio del Comune di Jelsi si estende alla destra ed alla sinistra del fiume Carapelle e confina con gli agri di Toro e Pietracatella a Nord, di Riccia ad Est, di Cercemaggiore a Sud, di Gildone e di Campodipietra ad Ovest.La maggiore altitudine non supera i 745 metri s.l.d.m.Il territorio è formato da colline e piccole valli.Le sponde del Carapelle formano un' ampia conca dal Castello della Rocca fino al Campo della Terra. Dista 20 Km dal capoluogo Campobasso.
Origini e Storia
Alcuni ritrovamenti di armi paleolitiche fanno risalire le origini di Jelsi alla remota preistoria.Le prime tracce di insediamemti umani sono, però, da attribuire agli Osci ed ai Caraceni che popolarono il territorio fino all'arrivo dei Sanniti.La località venne chiamata, secondo studi condotti da vari ricercatori, ROMULEA.Dopo il 573 tutto il territorio venne invaso dai Romani che regnarono sul territorio fino al primo Medio Evo. Si annoverano, poi, diversi periodi di dominazioni di popolazioni quali i Longobardi, i Longobardi-Bulgari, i Normanni, gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi e Spagnoli, gli Austriaci ed i Borboni, i Francesi Murattiani e, per concludere, di nuovo i Borboni.
Temperatura e Clima
La temperatura oscilla tra i 5° d' inverno ed i 28° d' estate.Non si annoverano mai bruschi squilibri termici.Solo in qualche giorno, d' inverno, essa scende sotto lo 0° e la neve non supera mai i 30 cm.
Manifestazioni Segnalate
Una importante tradizione locale è rappresentata dalla "Sagra del Grano" che si celebra ogni 26 di Luglio dal 1805.Per le strade del paese sfilanole caratteristiche "Traglie"(strutture in legno simili a slitte addobbate con composizioni di spighe intrecciate) ed i carri allegorici.Questa sfilata ricorda un evento miracoloso avvenuto a Jelsi durante il terremoto del 1805 quando tutti i paesi del circondario vennero distrutti e solo Jelsi si salvò. La popolazione, attribuendo a S. Anna questo miracolo, a Lei dedicò, dall' anno successivo, la sfilata delle "Traglie".Nell' anno in corso, la manifestazione è stata gemellata con la festa del "Covo di Campocavallo di Osimo".
Nel 2005 è stato festeggiato il Bicentenario della manifestazione con tante iniziative per l’intero arco dell’anno.
Nell’home page – Galleria Fotografica - è presente un’ampia rassegna fotografica della Sfilata delle Traglie del 2005.
Per il programma dettagliato delle manifestazioni vi consigliamo di visitare le pagine dedicate sul sito ufficiale del Comune di Jelsi.
Storia
Alcuni ritrovamenti di armi paleolitiche fanno risalire le origini di Jelsi alla remota preistoria. Le prime tracce di insediamenti umani sono, però, da attribuire agli Osci ed ai Saraceni che popolarono il territorio fino all’arrivo dei Sanniti. La località fu chiamata, secondo studi condotti da vari ricercatori, ROMULEA. Dopo il 573 tutto il territorio fu invaso dai Romani che regnarono sul distretto fino al primo Medio Evo. In qualche documento del ‘600 è chiamata “Gelzi” e “Gilizza”, forse in riferimento ai gelseti di cui la zona è ricca. Notizie sicure risalgono al 1269 quando n’è titolare Bertrando di Belmonte, come risulta dal Libro delle Donazioni di Carlo I. Da quell’epoca e fino al 1550 ebbe gli stessi feudatari di Gildone; in quell’anno i Carafa, che vi esercitavano i diritti, vendettero il feudo alla famiglia Pavesio per poi riacquistarlo alla fine del secolo. Verso il 1730 il feudo fu messo in vendita dai creditori di Mario Carafa della Spina i cui discendenti lo tennero fino all’estinzione feudale. Nel 1805 fu danneggiata gravemente da un violento terremoto.
Arte
Affreschi
Risale, invece, al XIV secolo un ambiente affrescato rinvenuto nei sotterranei di una vecchia chiesa in disuso nel 1947. Vi si possono ammirare l’Infanzia e la Passione di Cristo, raffigurate sulla volta da un maestro legato alla corte angioina della scuola di Giotto e Pietro Cavallini, di epoca più tarda è la parete di fondo della cripta, decorata con immagini votive di Santi.
Cappella dell’Annunziata (1363):
Conserva integro insieme con la cripta il suo portale goticizzante per l’arco ogivale in pietra levigata. I capitelli hanno foglie con punta uncinata, teste umane e motivi geometrici. Nella cripta nel 1947 sono stati rinvenuti affreschi trecenteschi, con storie dell’infanzia e passione di Gesù. La committente fu Bertranda di Beaumont, feudataria e discendente dei Cavalieri del Regno.
Chiesa B. Vergine e SS. Sebastiano, Biagio e Rocco (1581):
Una lapide ne rivela l’anno di costruzione. Fu consacrata dal Cardinale Orsini nel 1709, come si legge su una lapide. Nel 1907 fu molto abbellita. Era anticamente del popolo, con la sede delle Confraternite del Rosario e del Sacramento.
Chiesa di S. Andrea Apostolo (1200):
E’ triste constatare come la chiesa di S. Andrea non conservi più nulla della costruzione originaria e che il suo portale si trovi incastonato in una rozza casa rurale, sita ad un paio di chilometri dall’abitato. Come un gioiello nella polvere, il bel portale si apre su una parete inadatta con un arco a tutto sesto dalle pietre disuguali, ma ben levigate ed ornate da un toro piatto, da un guscio, da un motivo a spirale e da uno a spina di pesce. La lunetta è priva di decorazioni; gli stipiti conservano l’aspetto originario soltanto nella parte inferiore; i capitelli sono di fattura molto lineare. L’opera può datarsi intorno al secolo XIII. Situata in Largo Chiesa Madre la nuova costruzione riprese il titolo di arcipretura risalente a prima del 1249. Il parroco nel 1864 ne eseguì una ampio restauro con inizio di stuccature. Altri lavori furono eseguiti nel 1905.Ha tre navate: m. 30x13, alt. 9 m.
Chiesa S. Maria delle Grazie (1563):
Parte dell’antico convento dei Minori Osservanti, assieme a cui rovinò nel sisma del 1805. Subentrò la soppressione, ma dal 1829 al 1867 i frati tornarono e riaprirono al culto la chiesa nel 1850. Il complesso è passato al Comune nel 1867.
Collezione Vincenzo D’Amico:
Raccolta di oggetti di arte sannitica e romana.
Palazzo Ducale:
Risalente al ’500, e reca lo stemma della famiglia Carafa.