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Intorno al XIII secolo il paese è menzionato in alcuni documenti ufficiali con il nome di “Castro Monachi Leonis”. La scelta di questo nome è da ricondursi alla posizione dell’antico villaggio, che sorgeva in prossimità di una chiesetta dedicata a “S. Monachi Leonis”, benedettino coevo dei protettori di Guglionesi e Larino (S. Adamo e S. Pardo). Due secoli più tardi il nome era già mutato in “Castrum Monacilionis”, variato poi in “Monceglione” ed in fine in “Monaciliuni” nel XVI secolo. Durante il periodo longobardo il feudo di Monacilioni appartenne al Ducato di Benevento. Mentre nell’epoca longobarda iniziò a far parte delle possedute dai Conti del Molise. La signoria, di costoro per quanto concerne il feudo di Monacilioni, durò per tutta la dominazione sveva; dopo di che passò nelle mani dei Conti di Campobasso. Verso la fine del XIV secolo, e più precisamente nel 1387, il feudo fu assegnato a Tommaso Boccapianola. Attorno al 1555 il feudo fu venduto da parte della madre di Giovanni di Capua in favore di Felice di Gennaro, il quale a sua volta lo cedette a Giovanni Alberto Locatelli di Bergamo nel 1561. Cinque anni più tardi il feudo fu ceduto ad Antonio Brancia. Dopo il Brancia molti titolari si avvicendarono nel governo di Monacilioni, dalla famiglia di Palma, molto potente in Napoli, alla famiglia Mendozza, che fu l’ultima a governare il feudo, prima della scomparsa del sistema feudale.
Arte
Cappella Rurale di S. Michele Arcangelo (1800):
Costruita da Peppino Minicone, poi curata da Michele Giuliano, detto Santarello. La processione si svolgeva l’8 maggio e il 28 settembre. La cappella è stata restaurata di recente.
Cappella S. Maria ad Nives:
Si trova nell’ex- feudo Centocelle. Appartenne alla famiglia Caracciolo,che ne provvedeva la cura per se e i contadini dei poderi circostanti.
Chiesa di S. Maria Assunta (1200):
A croce greca, molto rara nel Molise. Il braccio maggiore è diviso in tre navate. Si conservano le reliquie di S. Benedetta, che ( assieme a S. Rocco ) è molto venerata nel paese. Ogni 25 anni è effettuata una speciale processione delle reliquie della martire. Un’antica campana portava incisa la data del 1200. Il titolo appare per la prima volta in un registro parrocchiale del 1575. Il pavimento ha tre botole cimiteriali: ossuarium cleri, pro mulieribus, pro pueris. La chiesa fu ampliata nel periodo 1744-52. Fino al 1983 dipendeva dalla diocesi di Benevento, poi da quella di Campobasso. Nella storia religiosa di Monacilioni campeggia la figura del Cardinale Vincenzo Maria Orsini, domenicano, arcivescovo di Benevento, papa col nome di Benedetto XIII (1724-30): il 25/10/1690 effettua la prima visita pastorale e benedice le campane di S. Reparata e S. Rocco; il 19/6/1692 istituisce la Congrega del SS. Rosario; il 21/6/1692 istituisce la Congrega del SS. Sacramento; il 10/8/1696 consacra la Chiesa Arcipretale dell’Assunta e il giorno successivo benedice il cimitero; l’8/6/1703 istituisce la Congrega della Dottrina Cristiana; il 31/571707 consacra l’altare della Chiesa di S. Rocco, come si legge nella lapide commemorativa; l’1/6/1707 consacra 1’altare e la chiesa di S. Reparata; il 20/6/1709 consacra l’altare maggiore della Chiesa S. Maria Assunta.
Chiesa di S. Reparata (1200):
Un tempo era extra moenia. Consta di una sola navata. Ha un unico altare. La festa della Santa si celebra l’otto ottobre.
Chiesa di S. Rocco:
Nella Villa Comunale vi sono i resti dell’antica chiesa di S. Rocco, che fu eretta nel 1657 dal popolo per voto dopo il cessato pericolo della peste, di cui S. Rocco e patrono. Fu demolita nel 1850.
Tradizioni
La terza Domenica di Maggio si festeggia a Monacilioni la sagra della "soppressata", successivamente si tiena un'altra sagra, quella dei "Mezz'Etti" che si effettua durante la festa del Santo Patrono. Infine il 7 Ottobre, si organizza una importante fiera di merci varie.
SPORT E TEMPO LIBERO
Campi da tennis e da calcio sono le attrattive principali per il divertimento dei giovani di questo luogo. Monacilioni dista 22 km. da Campobasso e 87 km. da Isernia.
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