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L’origine del paese risale pressappoco all’anno mille. Le notizie circa la sua storia, però, giungono a noi in maniera scarsa e frammentaria. Fin dalle sue origini, in ogni modo, il feudo fu pertinente all’abbazia di S. Sofia, sorta attorno alla prima metà del VIII secolo per opera del duca Gisulfo. Il feudo rimase nelle mani della chiesa da quei remotissimi tempi sino al 1785, data in cui figurano come titolari del feudo Francesco Gara ed Ascanio Colonna.
Arte
Chiesa Parrocchiale SS. Salvatore (1000):
Coeva all’abitato. Della primitiva chiesa nulla rimane, se non due capitelli con figure di serpenti, le cui teste confluiscono in tre spigoli. Di certo aveva un altro titolo, infatti quello del Salvatore risale al 1550, allorché la badia di S. Sofia di Benevento, proprietaria di Toro, fu affidata non più ai benedettini ma ai Canonici del SS. Salvatore. Ha subito molte vicende edilizie, successivamente a rovinosi terremoti, come quello del 1456 e 1688. Appena sei anni dopo quest’ultimo disastro i toresi provvedono alla ricostruzione per la spesa di 900 ducati. II Card. Orsini provvide alla riconsacrazione 1’8/ 9/1696, che però dovette ripetere il rito il 4/7/ 1709 in quanto un fulmine due anni prima aveva arrecato grossi danni. La chiesa settecentesca era di tre navate. Le laterali avevano il soffitto a cassettoni, quella centrale una intempiata. Dimensioni: mt 24x15. Quattro colonne e quattro pilastroni suddividevano gli ambienti. Sotto il pavimento vi erano sei celle per le sepolture: clero, uomini (2), donne, bambini, forestieri (cfr. Inventario Orsini del 1712-13). La chiesa settecentesca era più corta dell’attuale, priva dei cappelloni laterali, ma con tesori d’arte ormai distrutti. Nel 1694 era chiesa ricettizia, con 4 sacerdoti e due chierici (insieme all’arciprete avevano in comune la cura delle anime e dividevano in parti uguali le entrate. Queste erano costituite da 700 ducati annui per: decime, affitti di terre, interessi su prestiti, legati per messe, contributi vari). Il sisma del 1805 rase al suolo la chiesa. La ricostruzione fu portata a termine nel 1828, ma del solo rustico, senza gli intonaci. La cupola si eleva davanti la navata centrale per 15 metri. Nel 1885 fu rifatta la scalinata. Il campanile fu terminato nel 1893. Il sisma del 1913 fece leggeri danni, ma si dove tenere la chiesa chiusa per due anni per lavori di restauro. Nel 1997 è stato realizzato un restauro.
Convento francescano S. Maria di Loreto (1592):
Costruito dai frati Minori Osservanti. Il card. Orsini vi soggiorno più volte e donò una tela che raffigura la traslazione della casa di Loreto (ora collocata nella sagrestia). Soppresso nel 1867.
Tradizioni
Una delle tante tradizioni di Toro è sicuramente la "Maschera del diavolo" che va in scena in occasione del Carnevale. Improvvisamente in paese giunge il demonio, gli abitanti del centro iniziano a sfilare dinanzi al Signore degli inferi, raccontando episodi peccaminosi e alla fine risultano tutti degni della "Geenna". Solo il contadino sfugge alla mano diabolica. Nel momento fatale Satana non potrà impossessarsi delle sue vittime perchè protette da San Mercurio, dinanzi al quale ammette la sua disfatta per tornarsene all'inferno. Un'altra tradizione locale molto attesa è il convito di San Giuseppe. Di origine devozionale è un lauto banchetto che viene offerto da chiunque ad amici e conoscenti il 19 marzo. Un'anziana donna di Toro nel 1957 il cui nome era Antonietta Felice, vide San Rocco che le annunciava un'interminabile processione nel suo paese. All'inizio la gente del paese cominciò a deriderla. Nessuno avrebbe potuto immaginare che prima o poi quel momento indefinito dovesse arrivare. Accadde, infatti, nel 1985 (17 giugno) che mentre in paese si festeggiava il Corpus Domini, alcuni paesani si recarono in visita alla cappelletta di San Rocco. Nella nicchia dove era posto il Santo, all'improvviso, apparivano immagini che richiamavano il volto di Cristo così la vicenda rimbalzò di luogo in luogo. Iniziò un incessante processione di persone desiderose di appurare se l'immagine esisteva realmente, così da quel giorno ogni anno il santo viene portato in processione.
Sport e tempo libero
L'impiantistica sportiva di Toro è costituita dal campo di calcio e dall'impianto per il tennis. Il campo da bocce, nel centro, favorirà il trascorrere del tempo libero in modo simpatico e divertente. Toro dista 13 km. da Campobasso e 60 km. da Isernia.
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